Emergenza COVID-19 sulla nave da crociera: un caso clinico di congiuntivite.

Molti report clinici suggeriscono la comparsa di una congiuntivite acuta causata dal virus, specialmente negli stadi prodromici di malattia, forse trasmesso attraverso un contatto diretto dell’aerosol infetto (droplet sospese) con la congiuntiva del soggetto fino a quel momento libero da patologia, come probabilmente è avvenuto nel caso qui presentato.

Sulla trasmissione di COVID-19 attraverso il tessuto oculare si conosce poco, ed è necessario che la ricerca prosegua per confermare la capacità del virus di infettare il tessuto oculare e il possibile meccanismo patogenico sotteso all’evento.  Esistono studi che riportano la presenza del virus nelle lacrime e secrezioni congiuntivali in pazienti affetti da polmonite da nuovo coronavirus e con congiuntivite. In questo lavoro si esamina il caso di un paziente COVID-19 italiano positivo, di 72 anni, affetto da diabete mellito trattato con metformina, e da ipertensione trattata con farmaci specifici, tutto in un quadro clinico e farmacologico discreto. La moglie di 66 anni gode di buona salute generale. Entrambi si trovano sulla nave da crociera Diamond Princess, dove nell’ultima parte del viaggio si scopre la presenza di alcuni passeggeri esposti e infetti dal nuovo coronavirus. Si sottopongono, come tutti, a un tampone nasale e oro-faringeo. La moglie risulta negativa, l’uomo è positivo ma asintomatico. Tutti i presenti sulla nave vengono messi in quarantena presso le proprie cabine.   Le condizioni del paziente sono buone, salvo una diagnosi di congiuntivite. I sintomi includono irritazione, fotofobia e secrezione acquosa in entrambi gli occhi. Dopo il periodo di quarantena, dal 3 al 20 febbraio 2020, a bordo vengono effettuati i test dove, oltra al paziente italiano, risulta positivo un membro dell’equipaggio di nazionalità montenegrina. La moglie viene rimpatriata mentre l’uomo viene ricoverato presso un ospedale giapponese, dove si sottoporrà a una seconda quarantena che terminerà il 5 marzo, dopo due test negativi eseguiti nell’arco delle 24 ore, e potrà tornare in Italia.

Questo caso fortunato è risultato, dunque, asintomatico con l’eccezione della presenza di una grave congiuntivite virale caratterizzata da rossore, irritazione e gonfiore ad entrambi gli occhi, con secrezioni sierose trasparenti, chemosi congiuntivale, pseudomembrane ricche di fibrina e cellule infiammatorie sulla congiuntiva tarsale, e linfonodi periauricolari e sottomandibolari ingrossati. La terapia topica prescritta a bordo della nave ha previsto l’applicazione di compresse fredde sulle palpebre chiuse per 5-10 minuti, 3-4 volte al giorno, l’uso di lacrime artificiali prive di conservanti diverse volte al giorno e un gel antivirale topico a base di ganciclovir 5 volte al giorno per 7 giorni, portando ad una completa guarigione dai sintomi oculari già durante la permanenza sulla nave Diamond Princess. Molti report clinici suggeriscono la comparsa di una congiuntivite acuta causata dal virus, specialmente negli stadi prodromici di malattia, probabilmente trasmesso attraverso un contatto diretto dell’aerosol infetto (droplet sospese) con la congiuntiva del soggetto fino a quel momento libero da patologia, come probabilmente è avvenuto nel caso qui presentato. Infatti, non è una coincidenza che gli Oftalmologi si siano rivelati spesso i primi medici utili nella valutazione di possibili pazienti COVID-19, sfortunatamente con il pericolo di essere a loro volta infettati durante l’esecuzione dell’esame oculare, come ad esempio è accaduto nelle prime settimane di emergenza in Cina.

Lo studio, in conclusione, concorda sulla necessità che gli Oftalmologi lavorino a stretto contatto con i gruppi di controllo dell’infezione locale per aumentare le misure di controllo dell’infezione più appropriate al proprio ambito clinico.

Bibliografia

Salducci M, La Torre G. COVID-19 emergency in the cruise’s ship: a case report of conjunctivitis. Clin Ter. 2020 May-Jun;171(3):e189-e191. doi: 10.7417/CT.2020.2212.

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