Correlazione clinica negativa nella terapia endovenosa per l’edema agli arti inferiori.

Background 

Lo sviluppo e uso delle procedure mini-invasive fornisce migliori opzioni per la gestione dei sintomi dell’insufficienza venosa cronica. Mentre diversi pazienti con malattia occlusiva delle vene iliache e insufficienza venosa superficiale migliorano con lo stenting della vena iliaca e la correzione del reflusso venoso superficiale, molti pazienti hanno sintomi che perdurano. Obiettivo di questo studio è l’identificazione di fattori clinici correlati ai sintomi persistenti nei pazienti con edema agli arti inferiori dopo trattamento con stenting della vena iliaca o ablazione termica.

Metodi 

Questo studio osservazionale ha valutato i dati provenienti da pazienti sottoposti sia a posizionamento di stent della vena iliaca che ad ablazione venosa (RFA o EVLT) per la gestione dell’insufficienza venosa cronica tra Febbraio 2012 e Febbraio 2014. Il follow-up è stato effettuato dopo aver completato entrambe le procedure e dopo aver effettuato una indagine sul miglioramento dell’edema. L’analisi statistica è stata effettuata con i test Chi-quadrato e t-Student. Risultati Dei 173 pazienti sottoposti a posizionamento dello stent della vena iliaca e ablazione endovenosa, 55 (31.8%) erano uomini; 29 (16%) pazienti hanno affermato di non avere avuto miglioramenti a seguito di tali procedure. L’età media dei pazienti che non hanno avuto miglioramenti era di 68.8 (±16.,7 SD) anni e quella dei pazienti che erano migliorati di 66.2 (±13.3 SD) anni. Nel complesso, la classificazione CEAP dei sintomi presenti era distribuita per il 25.4% in C3, 53.2% in C4, 5.8% in C5 e 15.6% in C6. Non c’era correlazione negativa  tra miglioramento dell’edema e i seguenti parametri: età (P = 0.44), genere (P = 0.33), presentazione dei sintomi (P = 0.67), uso di bloccanti dei canali di calcio (P = 0.85), nitroglicerina (P = 0.86), Plavix (P = 0.07), aspirina (P = 0.55), Synthyroid (P = 0.55), cumadina (P = 0.14), bloccanti del recettore per l’angiotensina (P = 0.81), β-bloccanti (P = 0.61), inibitori dell’enzima convertitore dell’angiotensina (P = 0.88), furosemide 40 mg (P = 0.74), idroclorotiazide 12.5 mg (P = 0.07), idroclorotiazide 25 mg (P = 0.48), ed EVLT vs. RFA (P = 0.91). L’uso della furosemide (20 mg) è stato associato ad edema continuo (P = 0.01). L’uso di doppi diuretici (furosemide e idroclorotiazide) è stato associato a edema persistente anche dopo le procedure endovenose combinate (P = 0.03).

Conclusioni 

Questi dati preliminari suggeriscono che il trattamento con diuretici può essere associato a fallimento nell’alleviare l’edema agli arti inferiori nonostante la terapia endovascolare combinata per l’insufficienza venosa cronica.

1) Vascular. 2017 Jun;25(3):249-252.

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