COVID-19 e diabete, le linee guida e i consigli degli esperti.

In generale i pazienti con diabete, in particolare i casi in cui la malattia non è controllata, sono più suscettibili alle infezioni comuni, come l’influenza o la polmonite, probabilmente perché l’iperglicemia può sopraffare il sistema immunitario alterando la funzionalità dei leucociti.

I pazienti con diabete sono ad alto rischio di mortalità per la malattia da coronavirus (COVID-19) e i medici che li hanno in cura devono stare al passo con le ultime linee guida e i consigli degli esperti.

Molti dei consigli di salute su COVID-19 citano il diabete tra le categorie a più alto rischio di malattia, probabilmente perché i dati preliminari provenienti dalla Cina, dove si sono avuti i primi casi di malattia, indicano un elevato tasso di letalità per i pazienti COVID-19 con diabete.

In un articolo pubblicato sulla rivista JAMA, Zunyou Wu e Jennifer M. McGoogan, hanno riassunto i risultati provenienti da un rapporto condotto a febbraio su 44.672 casi confermati di malattia provenienti dal Centro per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CDC) della Cina. Il tasso complessivo di letalità (CFR) a quell’epoca è stato del 2,3% (1.023 morti su 44.672 casi confermati). I dati indicano un CFR elevato tra i pazienti COVID-19 con comorbidità preesistenti, in particolare con malattia cardiovascolare (CFR 10,5%), diabete (7,3%), malattia respiratoria cronica (6,3%), ipertensione (6%), e tumore (5,6%).

I dati hanno anche dimostrato un andamento di CFR correlato all’età, dove il CFR è 14,8%nei pazienti over 80 anni e 8,0%nei soggetti di età 70-79, mentre non si riportano casi letali nei pazienti di 9 anni o più giovani.

Questi risultati sono stati ribaditi dal Centro per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie statunitense. L’Associazione Americana per il Diabete e l’Associazione Americana degli Endocrinologi Clinici hanno a loro volta inserito il CDC tra le referenze delle loro indicazioni di raccomandazioni su COVID-19 per i pazienti con diabete.

Le linee guida erano già in vigore per il trattamento delle infezioni nei pazienti con diabete, e sembra che in questa fase verranno estese a quei pazienti con diabete e diagnosi di COVID-19, provocata dal nuovo coronavirus SARS-CoV-2.

In generale i pazienti con diabete, in particolare i casi in cui la malattia non è controllata, sono più suscettibili alle infezioni comuni, come l’influenza o la polmonite, probabilmente perché l’iperglicemia può sopraffare il sistema immunitario alterando la funzionalità dei leucociti.

Un fattore importante nel controllo di qualsiasi forma di infezione nei pazienti con diabete è la presenza o assenza di un buon controllo glicemico, come commentano anche i membri del board editoriale del Clinical Endocrinology News. Un buon controllo glicemico, quindi, può essere uno strumento per ridurre sia il rischio sia il grado di severità dell’infezione.

Paul Jellinger, del Centro di Cura di Endocrinologia e Diabete di Hollywood, in Florida, ha dichiarato che negli anni ha osservato in generale bassi tassi di infezione nei pazienti con livelli di emoglobina glicata (HbA1c) inferiori a 7, o anche più alti. Tuttavia, “dato che l’ampia categoria di ‘diabete’ è stata citata dal CDC come un fattore di rischio per complicanze gravi, la vera domanda per me è: quale tipologia di persona con diabete è davvero a rischio? I pazienti con un diabete ben controllato hanno un aumento del rischio di malattia quanto paragonabile a quello dei soggetti con iperglicemia e diabete non controllato? Probabilmente no, secondo il mio punto di vista.”

Bibliografia
Wu Z, McGoogan JM. Characteristics of and Important Lessons From the Coronavirus Disease 2019 (COVID-19) Outbreak in China: Summary of a Report of 72 314 Cases From the Chinese Center for Disease Control and Prevention. JAMA. 2020 Feb 24. doi: 10.1001/jama.2020.2648. [Epub ahead of print]

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