Attività fisica come terapia per contrastare le conseguenze sulla salute fisica e mentale della quarantena da COVID-19: focus speciale nelle persone anziane.

Un periodo di quarantena è la migliore raccomandazione per fermare le infezioni dotate di una rapida diffusione. Tuttavia, questa scelta potrebbe avere effetti collaterali su altri aspetti di salute delle persone isolate, specialmente nelle persone anziane, affette da ipertensione, diabete o fattori di rischio cardiovascolare e malattie cardiovascolari, e nei pazienti con malattie o disturbi respiratori. Inoltre, l’impatto psicologico della quarantena è stato rivisto di recente e sono stati riportati effetti psicologici negativi, inclusi sintomi da stress post-traumatico, confusione, e rabbia. I fattori di stress suggeriti includono una durata più lunga della quarantena, paura delle infezioni, frustrazione, noia, inadeguati rifornimenti e informazioni insufficienti, danno economico, e stigma.

L’attività fisica ha dimostrato di essere una terapia efficace per molte malattie croniche con effetti diretti sulla salute fisica e mentale. Infatti, l’attività fisica viene considerata una vera “polipillola” grazie alle evidenze epidemiologiche sui suoi benefici preventivi/terapeutici e considerando i principali mediatori biologici coinvolti. Brevemente, la ragione per promuovere l’attività fisica è che migliora le componenti dell’allenamento fisico (fitness cardiorespiratorio o CRF, forza muscolare, agilità-coordinazione), che sono direttamente correlate alle funzioni fisiologiche dei principali apparati (respiratorio, circolatorio, muscolare, nervoso e scheletrico) e indirettamente coinvolte nel corretto funzionamento di altri sistemi del corpo (endocrino, digestivo, immunitario o renale). L’attività fisica/esercizio diventa particolarmente essenziale per le persone anziane durante la quarantena, perché il mantenimento delle funzioni fisiologiche e delle riserve della maggior parte degli apparati corporei contribuisce a contrastare le conseguenze sulla salute fisica e mentale e la forma grave di Covid-19.

Nella pianificazione di un programma di esercizi adatto per le persone anziane confinate in casa, i principali elementi da considerare sono:

  • Modalità di esercizio. Un programma di attività fisica completo deve includere esercizi di allenamento aerobico, di resistenza, di bilanciamento, di coordinazione e di mobilità.
  • Frequenza di pratica. Le linee guida internazionali sull’attività fisica nelle persone anziane raccomandano una frequenza di pratica di 5 giorni a settimana, che in questa particolare situazione di quarantena può essere aumentata da 5 a 7 giorni a settimana variando l’intensità e il volume di esercizio.
  • Volume di esercizio. Le linee guida raccomandano almeno da 150 a 300 minuti a settimana di esercizio aerobico e 2 sessioni di allenamento di resistenza a settimana. Durante la quarantena si può suggerire di aumentare a 200-400 minuti a settimana distribuiti nei 5-7 giorni per compensare la riduzione dei normali livelli quotidiani di attività fisica.
  • Intensità di esercizio. Durante il periodo di quarantena, un’intensità moderata (40–60% di riserva di frequenza cardiaca o 65–75% di massima frequenza cardiaca) è la scelta ottimale per potenziare il ruolo protettivo dell’esercizio fisico nelle persone anziane.

Bibliografia
Jiménez-Pavón D, Carbonell-Baeza A, Lavie CJ. Physical exercise as therapy to fight against the mental and physical consequences of COVID-19 quarantine: Special focus in older people. Prog Cardiovasc Dis. 2020 Mar 24. pii: S0033-0620(20)30063-3. doi: 10.1016/j.pcad.2020.03.009. [Epub ahead of print]

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